UFFICIO TECNICO “FAI DA TE”

Chi ha il coraggio e l’abnegazione di vivere a Mazara, città notoriamente vessata dalle inefficienze burocratiche e, spesso, vittima delle carenze tecniche di amministratori e dirigenti comunali, si trova talora a combattere per settimane o mesi prima di ottenere un permesso che nel resto d’Italia si ottiene in pochi minuti se non addirittura con accesso diretto via web.

Pensiamo sia utile, come al solito, esemplificare, sia per maggior chiarezza, sia per consentire agli organi competenti di controdedurre. Restiamo sempre dell’avviso che sarebbe esercizio di vera democrazia che il massimo esponente dell’Amministrazione, Cristaldi, concedesse ai suoi elettori l’opportunità di un dibattito televisivo a reti (locali) unificate in cui trattare questo e altri argomenti che abbiamo portato via via all’attenzione dei cittadini. Siamo fiduciosi nella grande sensibilità democratica e nell’eccellente capacità dialettica del primo cittadino, che non potrà ne vorrà sottrarsi a questa prova. Non farlo sarebbe riconoscere di essere debole, cosa che escludiamo assolutamente, ben conoscendo la determinazione del sindaco.

  1. Allacciamento alla rete idrica. Molti di noi hanno subito l’attesa di parecchi mesi per ottenere il permesso all’allaccio e poter finalmente eseguire i lavori direttamente con una ditta edile di propria fiducia.
  2. Allacciamento alla rete fognaria. In questo caso siamo al paradosso: una operazione che può concludersi in pochi minuti, il tempo di stampare materialmente il permesso, di fatto impiega spesso mesi. Lavori che vanno in ritardo, danni al malcapitato utente, lo stesso utente che, con le tasse, paga gli emolumenti di impiegati, amministratori e i costi della “segreteria particolare del sindaco” (ndr superiore a 209.000 €/anno). Come se non bastasse, accade anche il paradosso del paradosso: autorizzazione rilasciata, appalto assegnato dall’utente a ditta di fiducia e poi….non si trova la rete fognaria. Avete letto bene: “non si trova la rete fognaria”. Ma, ammesso di essere fortunati, si trova la rete e si scopre che quel ramo che ci interessa non è congiunto ad alcuna condotta fognaria perché e’ collegato ad un collettore di acque bianche. Siamo alla sceneggiata, alla commedia degli equivoci o, forse e più propriamente, alla tragedia. Così., di recente in Viale Africa è accaduto che una società, regolarmente autorizzata dal Comune ad effettuare i lavori di allaccio in fognatura, non sia riuscita ad eseguirli per mancanza del collettore fognario, mancanza scoperta durante l’esecuzione dei lavori, effettuati a proprie spese. Naturalmente e, aggiungiamo noi, giustamente è nato un contenzioso legale. Ci rendiamo conto che l’eventuale risarcimento del danno verrà pagato da tutti noi? Come possiamo restare indifferenti di fronte a una macchina comunale risibile e incapace?
  3. Effetti collaterali dannosi. I lavori, commissionati direttamente dai privati, vengono eseguiti senza alcun controllo da parte dell’Ufficio tecnico comunale. L’ignaro cittadino si rivolge ad una ditta privata che può essere indotta, per avere un lucro maggiore, a ricoprire lo scavo con lo stesso materiale di risulta. I tecnici sanno che, invece, deve essere obbligatoriamente eseguito con materiale arido, circostanza non nota agli utenti senza competenza specifica. Può accadere così che, dopo qualche mese, ceda la sede stradale e il cedimento provochi incidenti anche gravi. E, per la collettività, ancora una volta emergono costi, sia per il risarcimento degli eventuali danni a cose e persone, che per il ripristino della funzionalità della sede stradale.
  4. Ripristino della sicurezza dei marciapiedi. Anche le riparazioni dei marciapiedi spesso vengono eseguiti dai cittadini stessi, come sta accadendo ad esempio in Via Salemi. Ricordiamo che i lavoro milionari per la sistemazione di quella via si sono conclusi da pochi anni; e già siamo ai rattoppi.
  5. Ancora più grave è la situazione al cimitero comunale, su cui stiamo effettuando una accurata ricostruzione che sarà oggetto di una pubblicazione specifica.

Vorremmo concludere questa prima puntata di “UFFICIO TECNICO FAI DA TE” con alcune rapide considerazioni e raccomandazioni. Raccomandiamo ad esempio di applicare la legge anticorruzione, alla voce in cui stabilisce che in aree sensibili, come quella dei lavori pubblici, è obbligatorio ruotare gli addetti. E’ una legge dello Stato, che prescinde dal singolo funzionario. I nostri, vogliamo esserne sicuri, sono, senza alcuna eccezione, integerrimi e cristallini; ma la rotazione è un obbligo. Non ci risulta che questa pratica sia stata seguita. Attendiamo smentita e speriamo che arrivi presto. E a proposito di smentite, segnaliamo che ci sono giunte voci che il modus operandi del fai da te abbia contagiato la contabilità dei lavori, eseguita direttamente dalle ditte. Non crediamo che questo sia mai accaduto, ma lo segnaliamo perché il dirigente del settore si attivi con una veemente e immancabile smentita. Ne va della credibilità dell’intera città.

Concludendo: sveglia, amministratori, dirigenti e funzionari. I cittadini di Mazara del Vallo meritano ben altra qualità dei servizi, almeno in considerazione delle tasse che sono costretti a pagare. Se non vi sveglierete per tempo diventeremo lo zimbello dell’intera provincia, come ultimamente purtroppo è accaduto.

Centro Studi “La Voce”

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