mancato dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo nonostante lavori autorizzati il 24/11/2016 dall’A.R.T.A.

Al Signor Presidente della Regione Sicilia

On.le Nello Musumeci

presidente@certmail.regione.sicilia.it

Al Commissario Straordinario Regionale per Mitigazione del Rischio Idrogeologico

dipartimento.protezione.civile@certmail.regione.sicilia.it

Al Provveditorato OOPP Sicilia – Calabria, Ufficio 3-OOMM per la Sicilia

oopp.siciliacalabria-ufficio3@pec.miti.gov.it

Al Comune di Mazara del Vallo pec.comune.mazaradelvallo.tp.it

Al Dipartimento Regionale Territorio e Ambiente dipartimento.ambiente@certmail.regione.sicilia.it

Alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo cp-mazaradelvallo@pec.mit.gov.it

Al Ministero dell’Ambiente, Divisione generale Protezione della Natura dgprotezione.natura@pecminambiente.it

Al Ministero dell’Ambiente, Divisione III- Tutela del mare pnm-III@pec.minambiente.it

All’ Assessore Regionale all’Agricoltura e alla Pesca assessorato.risorse.agricole.alimentari@certmail.regione.sicilia.it

Al Signor prefetto di Trapani

prefettura.trapani@interno.it

All’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale di Trapani

arpatrapani@pec.arpa.sicilia.it

 

Prot. n. 31del 2018

Oggetto: mancato dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo nonostante lavori autorizzati il 24/11/2016 dall’A.R.T.A.

Sulla ineludibile escavazione del porto canale del fiume Mazaro (in questi giorni esondato per intense piogge, con gravi danni), è bene fare da subito chiarezza: l’escavazione poteva essere effettuata già da tempo, essendo già stata esperita la gara per i lavori nel 2016 ed essendo già individuabile la collocazione dei fanghi di risulta.

Ciò non è avvenuto per la incomprensibile determinazione del Comune di Mazara a voler utilizzare i fanghi per interrare la cosiddetta “Colmata B”. Con quali finalità non è dato sapere, anche se si potrebbe ipotizzare una possibile futura assegnazione a iniziative private. Se fosse provata questa ipotesi, che troviamo effettivamente fantasiosa, la vicenda assumerebbe risvolti inquietanti.

Questo Centro Studi ha parlato e scritto negli anni trascorsi con cognizione ed ha avanzato proposte concrete per l’utilizzo dei fanghi, con il deliberato intento di contribuire finalmente alla risoluzione del problema!

A supporto delle affermazioni precedenti, cerchiamo di ricostruire l’iter travagliato della vicenda.

Cronistoria.

Nel 2012,con progetto predisposto dal Genio civile OO.PP. di Palermo, viene finanziato un primo stralcio di Euro Duemilioniduecentomila dal Ministero dell’Ambiente.

I lavori, sebbene affidati con gara esperita dal Commissario straordinario regionale per la mitigazione del rischio idrogeologico Ing. Foti, non sono mai iniziati per i contrasti sorti tra l’Amministrazione Comunale e gli ambientalisti.

La materia del contendere è la collocazione dei fanghi del fiume Mazaro, che per il Comune dovrebbero essere tutti depositati nella “Colmata B” a ridosso del Porto Nuovo.

Per comprendere appieno la problematica, sono indispensabili brevi note sulla “Colmata B”:

* con decreto Assessorato Regionale Territorio e Ambiente N. 475 del 20/12/1983 è stato approvato il progetto di ampliamento del porto di Mazara del Vallo che prevedeva la realizzazione di un ampio piazzale a servizio delle attività portuali: “Colmata A”;

* su iniziativa del Comune di Mazara del Vallo il 12/10/1990 è stato presentato il Piano Regolatore Generale del Porto, variante tecnica ed aggiornamento funzionale delle aree di colmate:

1. Colmata A – dove allocare Capitaneria di porto, Guardia di Finanza etc.

2. Colmata B – darsena turistica.

* nel 1991 è stata approvata solo la Colmata “A”, mentre, per la Colmata “B” il Comitato Regionale Urbanistica il 03/04/1991 ha espresso parere negativo, così pure l’A.R.T.A con decreto N. 1904/91;

* il PRG della città, ancor vigente, prevede l’ubicazione del porto turistico nella “Colmata B”.

Detto questo, la “Colmata B” come terrapieno è una opera abusiva e quindi, al momento, non è semplicemente colmabile, nel rispetto della legge!

Cenni sull’ultima escavazione del Portocanale:

* nell’anno 2000 la Provincia Regionale di Trapani commissiona il progetto per l’escavazione del porto di Mazara del Vallo, con previsioni di scarico in mare dei materiali di dragaggio, così come previsto dal D.M. 24/01/1996 previa autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, ad oltre tre miglia della costa e su fondali batimetrici superiori a 50 mt. di profondità. Il punto di scarico è stato individuato dalla Capitaneria di porto e condiviso dall’IRMA-CNR di Mazara del Vallo. Questa scelta del progettista era conforme alla Circolare 11904/22.06.1999 GURS 43/10.09.99 dell’Assessorato per il Territorio e l’Ambiente della Regione Sicilia ( utilizzo, recupero e smaltimento dei sedimenti provenienti dei lavori di dragaggio dei fondali marini ) che individua le seguenti possibili utilizzazioni per il materiale dragato:

a) ripascimento di arenili;

b) vendite come materia prima in processi produttivi;

c) utilizzo come copertura di rifiuti in discarica per rifiuti urbani;

d) recupero di rifiuti;

e) scarico nelle acque di mare al largo;

f) smaltimento in discarica per rifiuti speciali;

g) smaltimento in discarica per rifiuti urbani.

Inspiegabilmente l’Amministrazione Provinciale modifica il metodo di escavazione ( da dragaggio ad aspirazione subacquea di fanghi-metodo sorbona) e conseguentemente il materiale viene scaricato nella “Colmata B”, chiudendo l’imbocco con perizia di variante, presumiamo senza alcuna autorizzazione, ( creando di fatto uno specchio d’acqua trasformatosi inevitabilmente in una sorta di oasi faunistica ).

Il tutto con il probabile obbiettivo di creare una vasta area da affidare in concessione ai privati?

A distanza di tanti anni, la storia si ripete: cambiano gli attori, ma la pantomima è la stessa; si torna ad insistere per coprire lo specchio d’acqua (“Colmata “B” abusiva), intraprendendo un braccio di ferro con gli ambientalisti.

Ne deriva che il Comune di Mazara del Vallo sembrerebbe più interessato a riempire la colmata che all’escavazione del porto, per la quale escavazione l’Autorizzazione risale al 24/11/2016 prot. 77171 emessa dall’ARTA a firma del Dirigente Generale Barresi; non era prevista però la collocazione dei fanghi in colmata “B”.

L’Autorizzazione è stata successivamente modificata in data 26/07/2017( sempre a firma Barresi ),consentendo un parziale sversamento di fanghi non inquinanti nella Colmata B e subordinando l’inizio dei lavori a semplici adempimenti comunali ( opere di delimitazione dell’area umida e di rispetto del periodo di nidificazione delle specie ornitiche).

Ci chiediamo e Vi chiediamo: se i lavori erano già stati appaltati perché non sono iniziati? Forse perché era necessario effettuare lavori preliminari da parte del Comune di Mazara? Forse perché si è ignorata (speriamo per leggerezza) la Legge n. 68 del 29.05.2015 che vieta di danneggiare o disastrare “ acqua, aria, porzioni estese o significative del suolo o sottosuolo, ecosistemi protetti ma anche non protetti da precedenti leggi, flora o fauna”?Allo stato attuale è la Regione o il Comune inadempiente?

Il Sindaco Cristaldi, invece di rilasciare fantasiose e puerili dichiarazioni , ci dica quale è il motivo di tanta insistenza nel voler creare questo terrapieno, colmandolo indiscriminatamente di fanghi, tossici e non, in spregio alle normative di salvaguardia ambientale: quale scopo e quale finalità pubblica ha questo suo interesse.

Noi di questo Centro Studi, come sempre propositivi, avevamo avanzato precise proposte risolutive con nota del 2016 nella quale avanzavamo la proposta di attenersi alla succitata Circolare dell’ARTA n.11904 del 22.06.1999 nei punti C ed E.

In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.

Mazara del Vallo, 15.11.2018

Centro Studi “La Voce” Il Presidente

Girolamo Pipitone

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