Il mancato Controllo Analogo dei Sindaci Soci “Belice Ambiente” è causa della gestione scellerata e sprecona del quartetto Truglio-Macaddino-Bonanno-Pompeo

Il 20 dicembre 2002 è stata costituita la “Belice Ambiente ATO-TP2” interamente pubblica costituitasi per legge allo scopo di raggiungere <<efficacia, efficienza ed economicità>>, nel 2004 inizia il servizio di igiene ambientale affidata in forma diretta senza evidenza pubblica per una gestione in house dai Comuni di Petrosino, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Partanna Santa Ninfa, Salemi, Vita, Poggioreale, Salaparuta e Gibellina. (Allegata nota Prot. 0012577 del 14/11/2005 su “affidamento dei servizi pubblici locali in house provviding” a firma Avv. Bonanno sindaco di Gibellina)

Tale forma di gestione viene stabilita nell’Assemblea straordinaria dei soci del 31/03/2004 che delibera anche l’Istituzione di un Comitato di Controllo sulla gestione dei servizi costituiti dai Sindaci dei Comuni soci.

Per questo modello di gestione la Commissione Europea con decisione del 12/10/2006, attiva la procedura di infrazione N. 2006/4420, nei confronti della Repubblica Italiana, ai sensi dell’art. 225 del Trattato CEE sull’affidamento del servizio da parte dei Comuni soci della Belice Ambiente in assenza del “Controllo Analogo”.

Con verbale di Assemblea straordinaria del 13/03/2007 la Belice Ambiente delibera di inserire nello statuto un nuovo articolo che disciplina i diritti di controllo degli Enti locali soci della Società e sui servizi pubblici ad essa affidati:

  • il Controllo Analogo viene affidato all’Assemblea di Coordinamento Intercomunale allo scopo di coinvolgere i Sindaci nella gestione dei processi decisionali a monte dell’esercizio di potere di gestione spettante all’organo amministrativo della Società;
  • i presidenti dell’Assemblea di coordinamento intercomunale in ordine cronologico sono stati: il Sindaco del Comune di Gibellina Vito Bonanno, sostituito il 27/02/2009 dal Sindaco del Comune di Castelvetrano Dot. Gianni Pompeo e dal 24/05/2010 dal Sindaco di Partanna Giovanni Cuttone;
  • dopo le modifiche allo statuto societario, in data 26/06/2007 la Comunità Europea ha archiviato il procedimento di infrazione.

Gli interventi dell’Autorità Giudiziaria e lo poco edificante storia di gaia amministrazione a danno dei cittadini

Sulla gestione Avvocato Truglio, prima da Presidente di un chiacchierato Consiglio di Amministrazione e dopo Amministratore delegato della Belice Ambiente dal 24 luglio 2006 al 27 maggio 2010, se ne sono occupati la Procura della Corte dei Conti di Palermo, la Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale di Palermo, la Procura di Marsala, la Compagnia dei Carabinieri di Castelvetrano e la Procura di Palermo.

Alla data odierna sono stati emessi i seguenti provvedimenti giudiziari:

  • l’11 Aprile 2011 l’Avv. Francesco Truglio è soggetto a indagini preliminari per reato di concorso in emissione di false cartelle di pagamento intestate a nomi inesistenti. Lo stesso atto notificato  lo scorso 11 Aprile da parte del sostituto procuratore della Repubblica, Bernardo Petralia, ha convalidato il sequestro, operato lo scorso 8 Aprile, presso la sede di Santa Ninfa della Belice Ambiente S.p.A., di n.311 buste contenenti fatture TIA relative all’anno 2008.
  • Il 1° Maggio 2011 i Carabinieri hanno notificato cinque avvisi di garanzia ad ex amministratori e dipendenti della Società Belice Ambiente, accusati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture intestate a persone inesistenti, falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.
  • Gli avvisi di garanzia riguardano l’ex amministratore unico della Società, Francesco Truglio, 41 anni di Mazara del Vallo; l’ex direttore generale ed ex Sindaco di Gibellina, Vito Bonanno, 42 anni; tre dipendenti dell’ATO Rifiuti: Francesco Nicosia, 45 anni di Marsala; Paolo Basone, 37 anni e Maurizio Villani, 40 anni, entrambi mazaresi. I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura di Marsala.
  • In data 13/10/2015 la Procura di Palermo condanna l’Avv. Francesco Truglio nella qualità di Presidente Amministratore Unico della Società Belice Ambiente e il dirigente della società stessa Francesco Nicosia, entrambi persone di fiducia dell’ex Sindaco di Mazara del Vallo rag. Giorgio Macaddino. Condanna a 1 anno e 6 mesi a seguito di patteggiamento per gli imputati Truglio e Nicosia accusati di frode informatica continuata in concorso. Avrebbero infatti inserito nei database dei contribuenti soggetti inesistenti on tenuti al pagamento della tassa sui rifiuti, con il risultato di iscrivere a bilancio crediti inesistenti pari a €. 13.766.316,00. Sembrerebbe che durante la gestione Truglio venivano falsati i registri e inventati crediti verso aziende e persone inesistenti per gonfiare così i bilanci.
  • Il 29 Settembre 2011, avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Marsala sono stati notificati dai Carabinieri di Castelvetrano all’ex Sindaco Giorgio Macaddino, al Segretario Comunale di Mazara del Vallo Antonina Marascia ed all’ex Amministratore unico della Belice Ambiente, Francesco Truglio. Uguali provvedimenti sono stati emessi nei confronti del commercialista mazarese Giuseppe Russo, del dipendente della Belice Ambiente, Francesco Nicosia, marsalese, e di Carmine Galluzzo, milanese ed esperto in informatica. I reati contestati sono abuso di ufficio, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e tentata truffa. Sono accusati di avere contribuito alla realizzazione di un sistema per il controllo dell’attività di accertamento contro l’elusione e l’evasione della tariffa di igiene ambientale, gestita dalla ditta Emiliana “Maggioli Tributi S.p.A.” per conto della Belice Ambiente dal Marzo 2007 al 31 Dicembre 2010. Lascia certamente sgomenti l’esito processuale penale di archiviazione sull’indagine concernente il reato di turbativa d’asta in relazione alla gara sulla riscossione tributi affidata alla “Maggioli”. Il punto debole dell’azione giudiziaria potrebbe essere stato il trasferimento del Sostituto Procuratore Dott. Petralia dalla Procura di Marsala alla Procura Generale di Palermo. La certosina e laboriosa attività dell’azione investigativa dell’Arma dei Carabinieri di Castelvetrano e gli elementi acquisiti nel corso dell’inchiesta avevano consentito al Dott. Petralia di emettere n. 5 Avvisi di Garanzia nei confronti della commissione di gara e di amministratori. Il trasferimento del Sostituto Procuratore non ha portato ad esiti processuali apprezzabili.

Queste indagini sono scaturite da un accurato esame degli atti della Belice Ambiente in mio possesso e solo alla fine del mio mandato di Assessore Provinciale all’Ambiente, dopo una serie di richieste, tutte disattese dal Truglio, nell’esercizio delle funzioni ispettive derivanti dalla carica elettiva da me ricoperta, anche sulle società partecipate a norma dell’art. 13 del vigente Regolamento d’accesso, nonché dell’art. 43 comma 2 del D. Lgs 267/2000 e di diffida nella qualità di Consigliere Provinciale sino al Luglio 2008 e dopo nella qualità di Assessore al ramo.

Tale attività ispettiva non è stata messa in atto dai sindaci soci, attraverso il controllo analogo imposto dal Regolamento CEE e dalle leggi nel caso di gestione in “house” o per incompetenza o perché compiacenti, spiccano per responsabilità l’ex Sindaco di Gibellina Avv. Vito Bonanno, l’ex Sindaco di Castelvetrano Dott. Gianni Pompeo, l’ex Sindaco di Mazara rag. Giorgio Macaddino.

Tutto ciò non avrebbe comportato l’appropriazione indebita da parte del Truglio già accertate dalla Corte dei Conti relativamente al compenso riscosso di 90.000 euro annui, oneri ben superiori al limite massimo consentito di €. 46.247,52 – deliberazione n. 199/2010/PRSP – adottata dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti nell’adunanza del 05/11/2010 e segnalato il mancato recupero con nota dell’8 Agosto 2011.

Dai conteggi effettuati dal Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Mazara il 13/01/2011 le somme da recuperare dal Truglio ammontano a €. 140.456,67 relativamente alla differenza dei compensi di amministratore. Inoltre sono da restituire da parte del Truglio alle casse della Belice Ambiente i contributi versati, con denaro pubblico, alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per conto del Truglio per un importo di €. 6.870,50 perché incompatibile con  l’iscrizione alla  cassa per l’esercizio  della  libera professione – art. 3 R.D.L. 27/11/1933, n. 1578.  €. 20.000,00 che lo stesso si è liquidato, quale indennità di risultato (falsato da bollette false scoperte dalla Polizia Municipale di Mazara del Vallo, i quali hanno accertato che moltissime attività di bar e ristorante, tutti intestati a individui di nome Vito, erano inesistenti sia gli intestatari che l’attività e fatture di servizi mai fatti al Comune di Mazara del Vallo di puliture di cunette in concomitanza alle elezioni provinciali del 2008 il cui candidato era Giampiero Giacalone del PD). A queste sono da aggiungere le sanzioni amministrative riferite ad inadempimenti sulla normativa riguardante la sicurezza dei lavoratori, oltre al ritardo delle comunicazioni obbligatorie delle assunzioni effettuate dalla Società ammontanti a migliaia e migliaia di Euro.

Assunzioni clientelari hanno creato un organico dalle proporzioni elefantiache, appalti senza  gare – “Manpower” – frazionamento d’importo per eludere la legge che imponeva l’evidenza pubblica sugli acquisti di beni invitando tre ditte (magari compari), elargizione di contributi ad associazioni loro vicine quali: la parrocchia Santa Rosalia di Mazara, perché lì cantava la figlia del Macaddino; l’Associazione “Sella d’Oro” di Mazara, perché frequentata dalla figlia del Macaddino. Molti altri misfatti quali incarichi fiduciari illegittimi, elargizioni di incentivi ai dipendenti non dovuti.

L’Amministratore successivo a Truglio aveva richiesto la restituzione degli incentivi ai dipendenti.

Perché non sono intervenuti nel tempo l’Avv. Bonanno, Sindaco di Gibellina prima, e il Dott. Gianni Pompeo, Sindaco di Castelvetrano dopo, nella qualità di Presidente dell’Assemblea di Coordinamento? E gli altri Sindaci? Qual è stata la contropartita al silenzio? Dov’era l’Organo di Controllo interno pagato, quale il Collegio dei Revisori dei Conti, ai quali spetta la vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto ai sensi dell’art. 2403 del C.C.

Dov’era l’organo di certificazione del costo annuo di 20.000 euro?

Dov’era l’Agenzia Regionale dei Rifiuti? Crosta, Raciti, Michelon?

Relativamente agli appalti gestiti dalla Società Belice Ambiente lasciano non pochi dubbi:

  1. le trattative private gestite dal parente del Macaddino, componente del Consiglio di Amministrazione, Asaro Nicolò, allora vice segretario del PD a Mazara;
  2. l’acquisto di automezzi e auto compattatori usati, gestito dal dipendente Lombardo Giacomo, assunto a tempo determinato nella qualità di responsabile del procedimento e presidente di gara, assistito da fidati testimoni quale il Nicosia ed il dipendente Bucca parente del Sindaco Pompeo, attraverso avviso pubblico, pubblicato all’albo pretorio dei comuni soci e nel sito della Belice Ambiente.

Tale avviso riporta le caratteristiche del mezzo da acquistare e, ove le ditte fossero interessate, previa richiesta, venivano invitati. A queste gare informali spesso partecipava una sola ditta, mentre per acquisti inferiori a €. 20.000,00 + IVA, l’acquisto avveniva su offerte.

Tutti questi mezzi acquistati di seconda o terza mano forse, subito dopo erano già da rottamare. Forse lo erano anche prima.

  1. La gara dell’ “affidamento del servizio di recupero della tariffa di igiene urbana nell’ATO TP2” per €. 1.500,000,00 è stata aggiudicata in maniera rocambolesca alla “Maggioli Tributi” con previsione di un compenso di oltre 2 milioni di euro. A seguito di esposto-denuncia da parte mia, la Procura della Repubblica di Marsala ha emesso 5 avvisi di garanzia fra cui il Truglio e il Nicosia.
  2. Relativamente agli appalti di noli a caldo e a freddo, ho notizia di una denuncia già approdata in tribunale per turbativa d’asta relativamente all’affidamento del servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani di €. 388.000,00 aggiudicato alla Società Accardi Servizi di Campobello di Mazara in data 03/12/2007.
  3. Oltre gli appalti frazionati per la costruzione del “Polo Tecnologico2 di Castelvetrano contrada “Airone”, finanziato dall’Unione Europea per 7,5 milioni di Euro, lievitato a 10,6 milioni di Euro attraverso perizie di variante e suppletive, opera non completata, rimasta una cattedrale nel deserto per volontà dei Sindaci che non hanno mai deliberato la compartecipazione finanziaria. La Regione ha già fatto richiesta delle somme erogate, si è proceduto anche a frazionare gli incarichi di progettazione con illegittimi affidamenti fiduciari, anche all’attuale dirigente dell’Agenzia Regionale Rifiuti Ing. Domenico Michelon attuale soggetto attuatore all’Ufficio del Commissario delegato. Negli appalti di forniture milionarie, ha partecipato una sola ditta con un ribasso d’asta dello 0,150% in una gara e, dello 0,0202% nell’altra gara. Fatti del genere possono capitare raramente.

Altro affidamento milionario per €. 2.898.876,00   senza gara, per il reperimento di operatori ecologici, con assunzione clientelare, alla società “Manpower”. È evidente che l’utilizzo di operai in somministrazione ha comportato un costo aggiuntivo per la Società di €. 4,77 + IVA all’ora, pari ad un presunto danno erariale di €. 740.121,18, stranamente tutte le assunzioni sono state fatte in concomitanza alle elezioni provinciali del 2008 dove il candidato del gruppo Truglio-Macaddino era Giampiero Giacalone del Partito Democratico.

Tutto questo lo sapevano solo gli addetti ai lavori e i sindaci soci. Tutti assieme si definivano l’ATO “virtuoso”, con la complicità dei compari dell’Agenzia Rifiuti e forti di un bilancio artatamente presentato in attivo ricorrendo a cartelle esattoriali false del 18/12/2007.

Mi corre l’obbligo di accennare all’intreccio tra il Comune di Mazara-Sindaco Macaddino e la Società Belice Ambiente- amministrata dal Truglio; in entrambe le strutture sono presenti gli stessi personaggi:

  • Matteo Asaro – Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Mazara e componente dei Revisori dei Conti della Soc. Belice Ambiente (incompatibilità ai sensi dell’art.236 comma 3 del D.lgs 267/2000;
  • Dott. Domenico Pisciotta – incaricato esperto in Politiche Comunitarie, con un compenso mensile di €. 3.224,00, dal Sindaco Macaddino con determina n.236 /DS del 02/09/2005 più altri incarichi ed incaricato in Belice Ambiente dal Truglio, con decreto 33 del 18/02/2009, quale consulente per il bilancio e con decreto n.95 del 24/07/2009 per la pianificazione e controllo di gestione.
  • Andrea Ingargiola – incaricato dal Macaddino nel nucleo di valutazione al Comune con determina n. 269 del 13/10/2006 e quale rappresentante legale della Soc. Aninga S.r.l. per la gestione in ATS di progetti finanziati dalla Comunità Europea, con delibere di Giunta Municipale n.162 e n.163/2008. Allo stesso,  il Truglio in Belice Ambiente affida “Servizi elaborazioni dati contabili e fiscali con più decreti illegittimi perché non riportano il corrispettivo.
  • Maria Fierotti – incarichi fiduciari dal Sindaco Macaddino con Determina Sindacale n. 150 e n. 151 del 2005 e incarichi fiduciari dal Truglio in Belice Ambiente con decreto n. 62/2006 e n. 197/2007.
  • Gianfranco Gandolfo – incarichi fiduciari dal Sindaco Macaddino con Det.Sindacale n. 100 e n. 359 del 2005 n. 56/2006 e n. 177/2007 e incarichi fiduciari dal Truglio in Belice Ambiente con decreto n. 17/2008.
  • Banca Nazionale del Lavoro di Marsala.
  • Regioniere Francesco Nicosia, consulente del Sindaco Macaddino in concomitanza di Truglio assessore socio in affari del Truglio nella Società Assicuraqualità s.r.l. ove riveste la carica di Amministratore Unico, costituita il 06/03/2003 con atto notaio Giovanni Cangemi di Castelvetrano, iscritta alla C.C.I.A. di Trapani con il n. 02100260815 con sede in Mazara del Vallo nella Via S. Maria delle Giummare, n. 57. Mi preme segnalarvi in più che nell’immobile, sede della Società “Assicuraqualità s.r.l.” abita la famiglia Truglio.
  1. I soci di “Assicuraqualità s.r.l.” sono:
  2. Savel s.r.l. con sede nel Largo delle Sirene ( (studio Truglio); sede amministrativa Via S. Maria delle Giummare (casa Truglio); Amministratore: Giacalone Maria Elena (moglie del Truglio); Soci: Truglio Francesco e Giacalone Maria Elena (coniugi).
  3. Nicosia Francesco, nato a Torino il 12/01/1966.
  4. Pisciotta Domenico nato a Mazara del Vallo il 20/07/1969 incaricato con determina sindacale n. 236 del 02/09/2005 quale esperto del Sindaco Macaddino in Politiche Comunitarie, nello stesso periodo che Truglio riveste la carica di Assessore Comunale alle Politiche Comunitarie ed altri incarichi nel 2007. Lo stesso è stato anche consulente della Soc. Belice Ambiente incaricato dall’Amministratore Unico Avv. Truglio con decreto n.33 del 18/02/2009 e decreto n.95 del 24/07/2009, entrambi decreti sottoscritti dal Nicosia quale responsabile del Servizio Finanziario, incaricato per la pianificazione e controllo di gestione ed infine, assunto a tempo determinato.
  5. Sicily House S.p.a. (Kempinski Hotel – Via Salemi km. 6,800 – Mazara del Vallo)
  6. Savalli Giovanni – Castelvetrano – Presidente della Società Mediterranea S.p.A., quest’ultima socia nel Consorzio “Agrobelice” costituito il 22/05/2002 assieme alla citata Assicuraqualità s.r.l. con rappresentante legale Nicosia Francesco nominato il 19/02/2007.

Il Nicosia amico del Truglio è il primo ad essere assunto alla Soc. Belice Ambiente per chiamata diretta e a tempo determinato (01/08/2006), pochi giorni dopo l’elezione del Truglio a Presidente ed Amministratore Delegato della  Belice Ambiente, con scadenza il 30/10/2006 con attribuzione di livello 6/B dell’area amministrativa.

Particolare attenzione merita la gestione del reclutamento del personale strumento in mano alla politica per il controllo del consenso attuato in violazione delle leggi impositive del divieto di assunzione. Infatti l’assunzione di personale sia amministrativo che di operatori ecologici nella Belice Ambiente avvenuto dopo l’entrata dell’art. 45 L.R. 8 febbraio 2007 N. 2 che ha sancito che le assunzioni potevano essere fatte attraverso procedure di evidenza pubblica, e in vigenza dell’art. 61 L.R. 14 maggio 2009 N. 6 che recita: “Gli Ato rifiuti non possono procedere ad assunzioni del personale amministrativo appartenente a qualunque categoria, comprese quelle protette, né espletare procedure concorsuali. Le procedure in itinere debbono essere revocate”. A nulla sono valse le note a firma dell’ex Assessore Regionale all’Energia Dott. Carmelo Russo, con le quali venivano richiamate le sopra citate leggi e si affermava il divieto generale di assunzione.

In tutti i contratti a tempo determinato mancherebbero, artatamente, le esplicite motivazioni di ordine tecnico, organizzativo, produttivo e sostitutivo che giustificano il ricorso al contratto a termine o, avrebbero avuto più proroghe o,  sarebbero presenti altre condizioni di contrasto con la legge sopra richiamata o, assunti per chiamata diretta a progetto ed utilizzati per altri scopi, tutti motivi riscontrati dal giudice del lavoro, per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. L’aumento sconsiderato del personale amministrativo, riconducibile ai Sindaci, ai segretari del Partito Democratico o addirittura gli stessi segretari e loro familiari sono stati assunti per chiamata diretta con contratti artatamente anomali, senza una specifica qualifica. Bravi questo gruppetto nell’organico hanno inserito anche personale amministrativo riconducibile alla stampa e alle emittenti locali così facendo li hanno avuto dal loro lato. Tutti questi raccomandati in parte semi-analfabeti o addirittura analfabeti hanno goduto di più progressioni di carriera senza nessun titolo, infatti da un livello iniziale di 1°B oggi si ritrovano a livelli 2 B – 3 B – 4 B – 5 B ed ex ASU da 3 B a 6 B o 7 B e, godono di un contratto Federambiente corrispondente al 30% in più delle paghe dei dipendenti degli Enti locali. A parere di questo Centro Studi queste progressioni di carriera fatte dopo l’entrata in vigore L.R. 2/2007 possono essere considerate nulle. Anche il ricorso alle assunzioni di ben n. 148 operatori ecologici, attraverso la società interinale “Manpower”, scelta senza evidenza pubblica per milioni di Euro, è illegittimo per palese violazione dei limiti imposti dal CC.NN.LL. Federambiente che prevede l’utilizzo per somministrazione di un numero massimo dell’8% dei lavoratori assunti a contratto a tempo indeterminato. All’epoca dei fatti potevano essere assunti soltanto n. 18 lavoratori in somministrazione. Tutti quelli che hanno fatto ricorso sono stati riassunti in Belice Ambiente. Sulle procedure di queste assunzioni possiamo affermare che sembra essersi realizzato quello che è conosciuto come il “Progetto Macaddino” Sindaco di Mazara del Vallo dal 2004 al 2009, socio nella qualità di Belice Ambiente per il 33,33%, di professione sindacalista UIL ovvero:

  • si creano posti di lavoro (quindi potenziali voti) aggirando le precise

norme che vietano le assunzioni a tempo determinato;

  • il dipendente, dopo la chiusura del rapporto di lavoro a tempo determinato ricorre contro il provvedimento per essere riassunto, affidando l’incarico ad un avvocato di fiducia che casualmente spesso risultava essere collaboratore dello studio Truglio;
  • la Belice Ambiente nominava casualmente un avvocato vicino a Truglio o parente di qualche Sindaco (vedi Bonanno/Pompeo);
  • il dipendente, casualmente si iscriveva nel sindacato UIL di Truglio e Macaddino.

Il meccanismo descritto ha creato ingenti danni erariali alla Belice Ambiente che si ripercuotono sui contribuenti, costretti a pagare costi per personale in esubero, così come asserito dal liquidatore della Società Lisma con nota prot. 4397 del 24/04/2012 indirizzata a tutti i Sindaci Soci. Inoltre lo stesso Lisma ha proposto all’Assemblea intercomunale di controllo di procedere alle risoluzioni di quei contratti stipulati senza evidenza pubblica in vigore della L.R. 2/2007 e 6/2009 ai sensi dell’art. 1418 C.C., senza riscontro. È da presumere che tutto questo ed altro ancora si è verificato per il mancato Controllo Analogo, previsto dalla legge  che dovevano esercitare i Sindaci Soci, i quali pur sapendo degli imbrogli hanno omesso di promuovere azioni di responsabilità civile dinanzi al Giudice civile ai sensi degli artt. 2392-2393 e 2403 C.C. nei confronti degli Amministratori e addirittura.

Inoltre, sembra che tutti i contratti a tempo determinato e tutte le proposte poste in essere siano in contrasto con il D.lgs n. 368/2001.

Forse il Truglio avvocato del lavoro e legale del sindacato UIL non era a conoscenza del fatto che non è consentito prorogare i contratti a termine per più di due volte e che la durata del contratto, se pur prorogato non può superare la durata di 36 mesi!

Infatti mancano le esplicite motivazioni di ordine tecnico o organizzativo o produttivo, che giustificano  il ricorso al contratto a termine, mentre la concessione di proroghe sono in  contrasto con la legge sopra citata.

La conseguenza naturale prevista è la trasformazione automatica del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Infatti la Società Belice Ambiente è stata già condannata al reinserimento di molti lavoratori amministrativi.

E’ evidente che tutti i contratti di lavoro posti in essere dall’ex amministratore Truglio sono impugnabili. Infatti risultano pendenti presso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Marsala centinaia di ricorsi per la conversione di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Addirittura potrebbe essere probabile l’inserimento in dotazione organica della Società lavoratori  “utilizzati” dalla Belice Ambiente con contratto di somministrazione.

Sempre in contrasto con la L.R. 2/2007 che impone la selezione pubblica e in contrasto con la L.R. 6/2009 che determina il divieto di assunzione per chiamata diretta e a tempo determinato, sono stati assunti dal Truglio n. 21 amministrativi parenti ed amici di coloro che gestivano la cosa pubblica.

Inoltre con selezione pubblica ad hoc solo nel 2010 in vigenza dell’art. 61 della L.R. 6/2009 che imponeva il divieto assoluto di assunzione nella Società d’Ambito e prevedeva il ritiro dei bandi di concorso in essere, sono stati  assunti a tempo determinato n. 8 amministrativi, (amici fidati di  Macaddino e Truglio).

A questi si aggiungono n. 56 operatori ecologici e n. 8 autisti assunti a tempo indeterminato per chiamata diretta con transazione e conciliazione in contrasto alla L.R. 2/2007.

Tra tali assunzioni figura un tale Bonanno Lorenzo di Gibellina che si presume essere fratello dell’Avv. Vito Bonanno, ex Sindaco di Gibellina.

Con deliberazione dell’Assemblea di Coordinamento Intercomunale del 26/01/2010, presieduta dal Sindaco di Castelvetrano, Pompeo, è stato approvato il piano annuale delle assunzioni proposto dal Truglio e redatto con il supporto tecnico del Direttore Generale e Sindaco di Gibellina, Bonanno, dichiarando e sottoscrivendo che il piano “rispettava la legge 6/2009 perché tutte le assunzioni erano previste a tempo determinato”, mentre la legge non fa distinzione tra tempo determinato e tempo indeterminato ma, “vieta” tassativamente, tutte le assunzioni di personale amministrativo appartenente a qualunque categoria.

Quindi, con decreto n. 35 del 11/03/2010, il Truglio approvava gli avvisi di selezione per l’assunzione di personale amministrativo incurante dell’art.61 della L.r. 6/2009. Il bando a cui ha partecipato il Nicosia è stato fatto a misura per la sua assunzione.

Sono risultati vincitori: 1° – Pisciotta Domenico – che aveva firmato la nomina della Commissione di esame, quale responsabile del servizio e 2° – Nicosia Francesco, riportando il massimo dei voti e battendo di misura i concorrenti in possesso di laurea.

Meritano un maggior approfondimento il capitolo riguardante l’assunzione dei disabili ai sensi della legge 68/99, infatti dopo varie richieste e varie visite all’Ufficio Provinciale del Lavoro di Trapani, posso affermare che ho molte perplessità sulla legittimità delle assunzioni fatte nel periodo Truglio. Voglio soffermarmi sull’ultima assunzione fatta dal Truglio.

In data 22/01/2010 con nota prot. 1135 l’Avv. Truglio fa richiesta, all’Ufficio Provinciale del Lavoro di Trapani, del nulla osta nominativo per l’assunzione di un’impiegata per svolgere le mansioni di addetto alla gestione amministrativa/contabile IV livello, con rapporto a tempo pieno e indeterminato. Nel frattempo la stessa viene assunta dalla Belice Ambiente con contratto a tempo determinato dal 08/03/2010 al 07/10/2010, con mansione amministrativa di livello 3B. Qualche mese dopo e precisamente il 22/04/2010 prot. 6307 Truglio fa richiesta all’Ufficio Provinciale del Lavoro di Trapani, ai sensi della L. 68/99 di un operatore disabile con qualifica di operatore ecologico, progettazione distribuzione contenitori per circuito “Tetra Pak” (inesistente, solo un invenzione di Truglio). Il 19/10/2010 la stessa viene avviata al lavoro iscritta nella graduatoria provinciale il 16/12/2009 e disoccupata dal 14/12/2009 e  assegnata al centro comunale di raccolta differenziata di Via Marsala in Mazara. Agli atti non risulta che abbia preso servizio per un solo giorno, nella pianta organica della società non esiste questa figura professionale. Non sanno quale mansione attribuirle. È o non è una assunzione rocambolesca? Lavora in amministrazione in dispregio alla legge 6/2009 art. 61 presso la sede sociale di Santa Ninfa. (bravo questo Truglio)

Spiccano fra i dipendenti amministrativi, il fratello del segretario del PD di Mazara del Vallo e addirittura il segretario politico del PD di Campobello di Mazara, nonché il Rag. Nicosia, socio in affari di Truglio, per alti meriti professionali (?) divenuto dirigente di Belice Ambiente. Tutti costoro sono stati assunti per sentenza emessa dall’Autorità Giudiziaria.

In verità tutte le assunzioni fatte dal Truglio a tempo determinato sono state riconosciute assolutamente illegittime dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Marsala, che ha dovuto accogliere i ricorsi, riammettendo in servizio tutti i ricorrenti già assunti a tempo determinato, trasformandolo in contratto a tempo indeterminato. Dalla lettura delle sentenze si evince che il Giudice ha ritenuto “nulle” le clausole oppositive del termine.

Oltre ai vari contratti di lavoro subordinato a tempo determinato trasformati in contratto a tempo indeterminato, per violazione della disciplina di cui al Decreto Legislativo n. 368/2001, con riguardo ad alcune controversie, il Giudice del Lavoro ha ritenuto da convertire alcuni contratti di collaborazioni a progetto (perché privi di un effettivo progetto, ovvero perché i soggetti, nonostante il progetto, erano stati adibiti a mansioni diverse).

Ciò ha comportato l’incremento sproporzionato e non precisabile, in particolare di dipendenti amministrativi, tutti valorizzati con varie progressioni di carriera (anche se ad una lettura sicuramente superficiale dei curricula sembrerebbero essere semi-analfabeti). La conseguenza realmente drammatica è che la dotazione organica è ben superiore alle reali esigenze della Società, con notevoli maggiori costi.

Una domanda ci sembra d’obbligo: è ipotizzabile una Class Action da parte dei consumatori, nei riguardi di tutti i soggetti interessati, per il conseguente incremento delle tariffe da loro sopportato? Secondo alcuni esperti da noi interpellati, ciò non solo è possibile, ma ha anche una notevole possibilità di successo!

Ai costi richiamati vanno aggiunti i costi conseguenti alle spese legali per la costituzione in difesa della Società, ovvero: spese di soccombenza, nei casi in cui la Società è stata già condannata in primo grado e spese per il ricorso al giudice di secondo grado. Inoltre, nel caso di condanna della Società, vanno considerate le spese legali di controparte, il reinserimento del lavoratore e il riconoscimento di varie mensilità o livelli superiori, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali (stimabili in circa €. 20.000,00 per dipendente).

Un fatto inoppugnabile: nel 2009 i sindacati rappresentanti dei lavoratori SIADEL, UGL, USCI, CGIL e CISL, tutti insieme hanno incassato trattenute per iscrizioni dei lavoratori al loro sindacato pari a €. 11.916,00, mentre la UIL da sola ha incassato €. 15.922,00.

Il meccanismo descritto ha creato ingenti danni erariali alla Soc. Belice Ambiente, società di capitale che, è bene non dimenticarlo,  è stato sottoscritto dai Comuni, che gestisce soldi pubblici, ovvero soldi dei contribuenti, costretti a pagare con incrementi di tasse e tariffe una gestione fallimentare che oseremmo definire indegna di un paese civile.

Finalmente il 19 dicembre 2016 il Tribunale di Sciacca dichiara il fallimento della Belice Ambiente S.p.A. in liquidazione, Società affidata ad Amministratori incapaci e privi di alcuna esperienza nel settore, da Sindaci incompetenti che hanno mascherato per anni il dissesto economico definendosi virtuosi; la prima azienda della provincia di Trapani per numero di dipendenti (314) e per fatturato di oltre 25 milioni di Euro e debiti da capogiro causata da una gestione scellerata che pagheranno i Comuni, i quali si rifaranno sui contribuenti.

Che la Belice Ambiente doveva finire la sua storia con una dichiarazione di fallimento era prevedibile da un decennio.

Tutto parte da una gestione senza controllo, senza trasparenza degli atti e con seri dubbi sulla legittimità degli stessi dal luglio 2006 con l’avvento del gruppo Truglio-Macaddino-Pompeo-Bonanno e la complicità del massimo dirigente della Società Francesco Nicosia, socio in affari del Truglio e dallo stesso assunto per chiamata diretta nella Belice Ambiente.

L’Avv.Truglio inizia la gestione della Belice Ambiente nella qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione nominato dai Sindaci Soci su indicazione del Sindaco di Mazara rag. Giorgio Macaddino, tutti questi alla luce dei risultati ottenuti, desumiamo che avevano considerato la Società una mucca da mungere. Sciolto il Consiglio d’Amministrazione per legge il Truglio assume la carica di Amministratore Delegato, quindi può agire meglio nel malaffare coordinato dal socio Francesco Nicosia, i quali allegramente amministrano indisturbati e con la compiacenza degli ignari Sindaci Soci.

Ormai sono trascorsi parecchi anni quando nel Consiglio Provinciale di Trapani in seduta straordinaria ed aperta del 5 novembre 2008 sono intervenuti tutti gli 11 Sindaci Soci della Belice Ambiente e l’Amministratore Avv. Francesco Truglio per difendere le false virtuosità della società stessa. In quella seduta con una lunga e dettagliata relazione il Presidente del Centro Studi “La Voce” nella qualità di Assessore Provinciale all’Ambiente, elencava pubblicamente, per la prima volta, debiti da capogiro dovuti a sprechi e illegalità costituiti da scoperture bancarie per oltre 5 milioni di euro, TFR dipendenti non pagati, tributo provinciale non pagato, debiti tributari per oltre 5 milioni di euro (al 31/12/2012 €. 11.501.075,00), debiti verso Istituti di previdenza (al 31/12/2012 €. 5.069.350,00), debiti milionari verso fornitori (al 31/12/2012 €. 25.957.559,00), debiti dovuti anche per una gestione truffaldina per assunzione di personale riconducibile a Sindaci, Assessori, Consiglieri comunali e Dirigenti del partito Democratico o ad esso alleato e persino alla stampa ed emittenti televisivi, sprechi per illegittimi avanzamenti di carriera dei dipendenti, consulenze esterne, rimborsi spese per ristoranti ed alberghi, appalto milionario illegittimo per la riscossione tributi (“Maggioli” vicino al Partito Democratico), appalto milionario senza gara alla “Manpower“per somministrazione lavoro, e infine per la costruzione del Polo Tecnologico di Castelvetrano importo frazionato in quattro lotti per eludere la legge e appalti con ribasso dello zero, zero … caso unico e raro nell’Italia repubblicana.

Venire in possesso di queste notizie è stato un compito arduo anche se richieste da un assessore con la specifica delega e rappresentante la Provincia, socia al 10%, Truglio ha gestito questa società interamente pubblica, quindi gestito denaro pubblico, con metodi che fanno ricordare “i carbonari” impedendo ai soci di venire in possesso degli atti, nemmeno se richiesti espressamente per iscritto, mentre dichiarava falsamente che sono stati seguiti criteri di grande trasparenza e di grande rispetto di legalità per continuare a dare false notizie e nascondere irregolarità e illegittimità degli atti. Anche l’Associazione Consumatori ADICONSUM si è vista negare le richieste di atti.

Sebbene la Società Belice Ambiente fosse già allora in uno stato fallimentare gli artefici dello sfascio in quella seduta di Consiglio Provinciale hanno avuto il coraggio di dire:

  • Avv. Truglio Francesco: Amministratore Delegato dal luglio 2006  e sindacalista UIL …”abbiamo l’orgoglio di poter dire che se questa Società possa essere valutata in maniera Virtuosa dall’Agenzia Rifiuti (anch’essa complice), possa consegnare a questi 11 Comuni e a questa realtà una esperienza, un patrimonio di conoscenze e di sacrifici…….la propria gestione ai precisi parametri di efficienza, di economicità e di efficacia. (falso) I livelli di raccolta differenziata pongano questa Società tra le più virtuose della Regione Sicilia. Con la mia amministrazione non è stata effettuata alcuna assunzione nominativa per chiamata diretta a tempo indeterminato (Falso). Dichiarava inoltre non c’è nessun deficit di bilancio, la Belice Ambiente ha una situazione debitoria di €. 29 milioni 398 ma avanza crediti per €. 38 milioni 988”. In quel momento non era stato ancora scoperto da parte dell’Autorità Giudiziaria che fra i crediti erano stati calcolati anche cartelle di pagamenti nei confronti di persone decedute da oltre 25 anni o di utenze fantasma per oltre 13 milioni di Euro, e per questo motivo è stato condannato con patteggiamento insieme al fido Nicosia.
  • Rag. Giorgio Macaddino: ex Sindaco di Mazara del Vallo e sindacalista UIL … “io rispondo in solido dal 2005 ad oggi…(e non paga?) Truglio risponde in solido dal giugno 2006 ad oggi… 11 Sindaci di estrazione politica diversa che hanno trovato, in un momento di grande sintesi, una grande lucidità il bene del territorio che rappresentiamo. Sull’appalto alla “Maggioli Tributi” che ci sia stato un appalto milionario non è così perché è stato una evidenza pubblica con gara europea (falso) e sapete chi ha aggiudicato quella gara? Il fratello dell’Onorevole Massimo Russo, ma che è imbecille questo, che è impazzita la commissione?” (perché essere fratello di un magistrato è garanzia di legalità).
  • Dott. Gianno Pompeo: ex Sindaco di Castelvetrano ed ex Presidente dell’Assemblea di Coordinamento dei Sindaci, ex Presidente provinciale UDC … “se fosse vero un terzo del contenuto della risposta  (data dal Pipitone all’interrogazione) ciò sarebbe a significare due cose: la prima che io sono uno sciocco e non ho capito niente, la seconda è che sarei un delinquente, componente di una associazione a delinquere di Sindaci (è venuto il momento che Pompeo decida). Chi ha interesse a fomentare e a delegittimare le esperienze positive? Belice Ambiente è stata definita la prima Società d’Ambito per virtuosità. Io ho sostenuto Truglio e sostengo Truglio per una scelta nel campo… ma io ringrazio chi lo ha scelto”. Io devo dire che, meno male che è stato scelto Truglio perché lui ha saputo, con coraggio, intraprendere una gestione, ha saputo soprattutto con umiltà, accettare un controllo analogo (falso) che la Comunità Europea richiedeva e che noi abbiamo esercitato (falso) e che da qualche momento io ho avuto la possibilità di essere corresponsabile nelle scelte, nei metodi, qualunque metodologia e qualunque provvedimento di spesa e me ne assumo in pieno tutta la responsabilità”. Pompeo nella qualità di Presidente dell’Assemblea Intercomunale di Controllo non ha esercitato nessuna attività di controllo, anzi ha pienamente condiviso l’operato della gestione Truglio (in un regime democratico dovrebbe essere citato per danni erariali).
  • Avv. Bonanno Vito: ex Sindaco di Gibellina, ex primo Presidente dell’Assemblea di Coordinamento, ex coordinatore comunale UDC, persino ex direttore Generale della Belice Ambiente…” nel 2007 non aveva un programma triennale del fabbisogno del proprio personale… noi l’abbiamo fatto e abbiamo dettato le regole attraverso le quali le assunzioni di personale dovevano essere fatte… la regola che noi abbiamo posto era che non si facessero assunzione di personale amministrativo… in qualità di Presidente dell’Assemblea Intercomunale, ho già chiesto alla Procura della Repubblica di Marsala di sentire tutti i Sindaci perché c’è un’accusa specifica di una collusione nella decisione di assunzioni clientelari…. non si sono fatte assunzioni nominative (falso)…. Noi vogliamo che l’esperienza degli 11 Comuni possa continuare… Noi abbiamo chiesto semplicemente di attenzionare le virtuosità di un percorso che all’interno di 11 Comuni ovviamente di dare risultati importanti… La Società gestita come ente pubblico (falso), così trasparenza e legalità (falso)… Sono orgoglioso del lavoro fatto è possibilmente impegnarsi nella cosa pubblica avendo di mira  solo due obiettivi l’interesse generale e la legalità”. Bonanno succede Pompeo alla presidenza dell’Assemblea Intercomunale di controllo, li unisce anche la gestione orgogliosa dell’ATO Belice Ambiente.
  • Selvaggio: ex Sindaco di Poggioreale….. “viene ad essere indicato da più parti, come la Società e l’Ambito Territoriale più funzionante che c’è in Sicilia (bravi a nascondere i debiti)….Quel percorso virtuoso che ha fatto Belice Ambiente merita un proseguo e non merita di essere troncato”.
  • Drago: ex Sindaco di Salaparuta“ in questi anni abbiamo attivato un percorso che ci consente di essere orgogliosi di aver fatto delle scelte politiche e decisionali, amministrative e personali che ci consentono di farci difendere ovunque, ci potete portare in qualsiasi tribunale noi non abbiamo paura (presumiamo che abbiano avuto buone coperture politiche)… in questi anni abbiamo lavorato in armonia, in sintonia, con un programma serio e condiviso…. Ecco perché ritengo che la Società è virtuosa” (falso).
  • Pellicane: ex Sindaco di Santa Ninfa…. “io non vi nascondo che oggi ho letto attentamente le parole scritte dall’Assessore Pipitone e sono di una gravità eccezionale…. quindi due sono le cose: o qua noi abbiamo undici persone, più il Presidente dell’Ato Belice che compongono una grande associazione a delinquere (poveretto non era a conoscenza degli imbrogli), oppure effettivamente, nelle accuse dell’Assessore Pipitone ci sono accuse gratuite perché chi conosce bene gli argomenti sa che sono gratuite e quindi invito questo Consigliere Provinciale a prenderne atto”.
  • Daidone: capogruppo del Partito Democratico…..”l’ATO Belice Ambiente ha avuto due premi, è stato riconosciuto nell’ambito di due premi: uno riguarda il Comma Riciclo nel 2007 ed il premio Start Up 2008. Se sono vere queste menzioni che vengano riconosciute, sono false?” (i premi si riferiscono alla raccolta differenziata, non sono arrivati quelli del mal governo).
  • On.le Vincenzino Culicchia: Sindaco di Partanna sino al giugno 2008 …..”io nella qualità di Sindaco di Partanna ho partecipato pochissimo, da parlamentare non avevo il tempo, ho delegato un mio assessore, però nei momenti cruciali e difficili ci sono stato anch’io”…. subentra a Culicchia Giovanni Cuttone “ io mi sento addosso tute le colpe di scelte scellerate che in effetti non penso che i Sindaci abbiano fatto” (non commento perché deceduto).

Orgogliosi di esternare la presunta virtuosità che si sono attribuiti hanno stampato a cura della Belice Ambiente un giornalino “ IL RICICLONE” ove i vari Sindaci si esibivano da veri attori elogiandosi reciprocamente. A turno e in ogni numero di giornale ripetevano come pappagalli “non possiamo che giudicare positivamente l’operato della gestione Truglio che ha raggiunto livelli di efficacia e di efficienza tali da essere preso ad esempio di molti altri Enti. Questa esperienza non può e non deve essere dispersa.

Tra gli 11 Sindaci Soci spiccano per operosità l’Avv. Vito Bonanno, già Sindaco di Gibellina, comune socio della Belice Ambiente, viene eletto Presidente dell’Assemblea di Coordinamento e di Controllo all’interno della Soc. Belice Ambiente sino alla nomina di Direttore Generale della stessa società avvenuta il 20 Giugno 2009, carica prevista nella dotazione organica approvata dall’Assemblea di Coordinamento il 9 Maggio 2007 presieduta dallo stesso Bonanno.

Tutto legittimo? Il bando di concorso prevedeva la laurea in giurisprudenza, l’iscrizione all’albo professionale da almeno 10 anni e l’inserimento nel piano di studio del ”Diritto dell’Unione Europea”. Tutto ciò legittimo, ma immorale, sicuramente articolato in maniera molto appropriata.

Partecipano a tale concorso 3 concorrenti: il Bonanno è risultato 2°, al primo posto la Dott.ssa A. Marascia, titolare d’incarico molto più prestigioso e molto più remunerativo – in quanto Segretario/Direttore Generale del Comune di Mazara del Vallo, che rinuncia in favore del Bonanno.

Risulta nell’elenco dei dipendenti della Belice Ambienta tale Bonanno Lorenzo nato a Gibellina il 18/04/1970, assunto il 03/03/2010 categoria “B – Operatore Ecologico, tipologia di assunzione: stabilizzazione ex L.S.U. a tempo indeterminato per chiamata diretta dopo l’entrata in vigore dell’art.45 della L.r. 2/2007, proveniente dal Comune di Gibellina.

Perché lo stesso non è stato trasferito all’epoca della costituzione della Soc. Belice Ambiente, come hanno fatto gli altri comuni soci?  Il trasferimento doveva avvenire con apposito atto deliberativo entro il 31/05/2004 e il dipendente doveva essere presente nella dotazione organica del Settore Igiene Pubblica al 20/12/2002 del Comune di Gibellina.

Risulta in graduatoria definitiva approvata con decreto del Truglio n. 72 del 14/10/2010 relativa all’assunzione di n. 14 dipendenti amministrativi a tempo determinato per 12 mesi, per pubblica selezione, un tale Rubino Ignazio nato il 28/05/1969 molto amico del Sindaco Bonanno,  classificato 10°.

Fa man bassa d’incarichi professionali l’Avv. Edoardo Bonanno, con studio in Gibellina iscritto, fra gli ultimi, nell’Albo della Società (30/06/2008). il quale, appena abilitato alla professione sottoscrive un contratto di collaborazione dell’Ufficio legale della Belice Ambiente dal 05/02/2009 al 04/02/2010.

Dichiarazioni dell’Avv. Bonanno del 12/11/2008 riportate nel riciclone: chiediamo che questa esperienza degli 11 Comuni possa continuare a vivere nella nuova forma del Consorzio comunale, dove i Sindaci continuano ad essere protagonisti, tutelando così l’esperienza virtuosa. – 31/03/2009 “ ritengo che l’Avv. Truglio abbia guidata questa Società da vero manager la Società perderà un ottimo Amministratore e certamente dovranno essere fatte scelte ponderate per la sostituzione, <<Truglio un amministratore illuminato, rispettoso delle persone, difensore delle regole. Un uomo del fare>>. Novembre 2009 “Tutti gli 11 Sindaci di appartenenza politica diversa, unitamente abbiamo certificato la qualità del lavoro di Truglio e della Belice Ambiente.” “Quando nel 2006 abbiamo nominato Truglio Presidente, abbiamo concordato la riscrittura delle regole di decisione e funzionamento della Società, che hanno allocato il potere decisionale e strategico nelle mani dei sindaci, lasciando all’amministratore semplicemente il potere gestionale ed attuativo.  – 27/02/2009 “ Dopo due anni lascio l’incarico a termine di un iter storico di risanamento della Società – ha detto Bonanno in assemblea – durante il quale abbiamo approvato atti regolamentari e procedurali che oggi consentono alla Società di atteggiarsi come un vero Ente pubblico, con regole certe di controllo e trasparenza della spesa. Sono orgoglioso del lavoro fatto, perché abbiamo dimostrato che anche in una terra difficile come quella della Provincia di Trapani è possibile impegnarsi nella gestione della “cosa pubblica” avendo di mira solo due obiettivi l’interesse generale e la legalità. L’avv. Truglio nell’occasione ha sottolineato di avere apprezzato il lavoro che il Sindaco Bonanno ha fatto rendendo partecipi della gestione societaria tutti i Sindaci, l’ho conosciuto come amministratore pubblico, nel tempo ho apprezzato le sue qualità e le sue doti, ecco perché oggi l’annovero tra i più cari amici. Il riciclone Aprile 2010 “Bonanno direttore generale della Società: <<la gestione in house! È stata vincente, un successo>> <<Belice Ambiente è un Ente pubblico a tutti gli effetti>>”.Al punto che per selezionare le risorse umane necessarie abbiamo varato una programmazione delle assunzioni nel rispetto di tutte le norme vigenti per i Comuni. Ecco per gestire i molteplici adempimenti di programmazione, di organizzazione e di controllo non era più possibile non avere un Direttore generale, una sorta di generale dell’Ente che sovrintende agli uffici e ai servizi. La figura di direttore generale è stata inserita nello statuto dei soci, ed è stata disciplinata nel regolamento di organizzazione adottato su direttiva dei Sindaci. In base alle leggi vigenti sono compatibile a svolgere le due funzioni, a ragione dell’esiguo capitale del mio Comune al capitale della Belice Ambiente. La mia nomina è stata avallata all’unanimità di tutti i Sindaci.

Hanno detto: l’avv. Truglio 30/11/2007 – “prevedere nello statuto omologato all’art. 16 bis un organo che l’Assemblea  Intercomunale dei Soci, che detta le linee guida  dell’azione della Belice Ambiente S.p.A. e che decide ed approva  preventivamente, tutti gli atti strategici dell’azienda, decide sulla situazione organica presieduta dall’avv. Vito Bonanno, Sindaco di Gibellina  e composto da tutti gli 11 Sindaci dell’Ato, che costituisce in contrappeso, dunque alla figura forte dell’Amministratore Unico. Un vero e proprio osservatorio di controllo che da come richiesta dalla riforma delle ATO maggiore potere ai Sindaci”. – 12/11/2008 “ il patrimonio di questa autorità d’Ambito possa essere tutelato, così come già preso a sistema per altre realtà siciliane”.

Hanno detto Dott. Gianni Pompeo – marzo 2009 “la cattiva politica, quella che spinge per assumere in maniera clientelare, o per spendere in maniera non legittima è rimasta fuori (bugiardo) in altri Ambiti le cose non sono andate altrettanto bene (infatti non sono falliti) ma qui abbiamo trovato un amministratore, Francesco Truglio, sensibile alle proposte dei Sindaci, mentre dall’altra parte ci sono stati dei Sindaci responsabili che non hanno mai messo in difficoltà l’amministratore” (brava gente). Ci inorgoglisce pensare che siamo uno dei quattro Ambiti virtuosi della Sicilia (illuso). POMPEO DOVREBBE RENDER CONTO DEL DISASTRO FINANZIARIO DELLA BELICE AMBIENTE.

Questi Sindaci forti di queste false dichiarazioni avallate dai dirigenti dell’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque, una struttura pubblica con a capo Felice Costa, il più pagato d’Italia, e direttore l’ing. Salvatore Raciti, quest’ultimo, aveva il compito anche della tutela dei consumatori, hanno persino illuso il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, il quale nel complimentarsi indicava Belice Ambiente come un’ATO da prendere da esempio in tutta la Sicilia, questo era l’ATO di Truglio e Bonanno, oltre che dei Sindaci come Pompeo. E il sindacato UIL di Macaddino? Vogliamo parlare del ruolo? Sempre pronto a difendere i dipendenti illegittimamente assunti con avanzamento di carriera illegale e contratti da capogiro, si era trasformato in ufficio di collocamento per l’assunzione attraverso l’agenzia interinale “Manpower”, tanto pagano i cittadini e loro incassano la quota più consistente fra tutti i sindacati.

È trascorso tanto tempo, ma dell’operato della Procura della Repubblica di Marsala, che ha ricevuto la relazione Pipitone il 09/10/2008, non sappiamo nulla.

Altra relazione ancora più circostanziata esposta dal sottoscritto nell’udienza del procedimento penale R.G. N. 342/09 del 11/02/2013 presso il Tribunale di Marsala Sezione distaccata di Mazara del Vallo presieduta dal Giudice Renato Zichittella, il quale ha disposto la trasmissione dell’intervento alla Procura di Marsala.

Come è possibile che dall’esame degli atti trasmessi dalla Provincia Regionale di Trapani, la Procura della Repubblica di Marsala non abbia rilevato l’ipotesi che diversi atti gestionali della Belice Ambiente fossero connotati da profili di illegittimità, addirittura di illegalità, così come sottolineato dai Carabinieri della Stazione di Castelvetrano. Perché la Procura non ha sentito il bisogno di sentire Pipitone l’autore di quel documento?

Non si comprende come mai i Comuni Soci non si siano costituiti parte civile nel processo contro Truglio e Nicosia per false fatturazioni? Perché nessuno è finito sotto processo:

  • per falso in bilancio?
  • Per omessi versamenti di oneri previdenziali?
  • Per affidamento Servizi milionari senza gara (ManPower)?
  • Per turbativa d’asta in gare milionarie (Maggioli Tributi)?
  • Per distribuzione a pioggia di incentivi non dovuti?
  • Per aver acquistato mezzi usati che erano già da rottamare?
  • Per appropriazione indebita di somme di denaro da parte del Truglio?
  • Per assunzioni clientelari di personale amministrativo con metodi spregiudicati, in gran parte riconducibili a parenti o affini dei dirigenti del Partito Democratico?
  • Per l’affidamento di consulenze esterne con metodi clientelari?
  • Per l’illegittima progressione di categoria del personale amministrativo senza una specifica necessità?

Dai fatti elencati si ha la percezione che tutti gli undici Sindaci che avevano l’obbligo di verificare la correttezza, l’efficienza, l’efficacia e i risultati della Società si sono limitati, o per incapacità, o per ignoranza, ad effettuare verifiche formali e non effettive. Il controllo sulla partecipata doveva essere attuale, puntuale e concomitante all’attività gestionale della Società, anche attraverso specifici poteri ispettivi, non essendo sufficiente una verifica successiva sulla gestione.

Secondo la magistratura contabile, comporta responsabilità dell’Ente socio: -“la nomina del Consiglio di Amministrazione della partecipata di persone prive dei necessari requisiti di professionalità e competenza (Avv. Truglio); – l’approvazione di bilanci in presenza di numerose irregolarità gestionali (fatture false); – l’omessa adeguata vigilanza sulla gestione e l’omesso esercizio dell’azione sociale di responsabilità di cui all’art. 2393  C.C. nei confronti degli amministratori (Cfr Corte Conti Toscana sentenza 267/2009); esercizio che – ricorrendone i presupposti – si configura come un vero e proprio obbligo giuridico e non mera attività discrezionale rimessa a valutazione di merito (Cfr Corte Conti Lazio sentenza 1015/2009).

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno precisare che occorre non trascurare l’eventualità che la situazione di grave deficit della Società fallita possono aver concorso (ipoteche) responsabilità gestionali degli amministratori pro-tempore e dei Sindaci per non aver esercitato il Controllo Analogo, onde l’azionista comune è tenuto a valutare se non ricorrano gli estremi per l’attivazione di un’azione di responsabilità sociale nei confronti degli stessi, fermo restando un intervento della Procura Generale della Corte dei Conti, cui, in ultima analisi, andrebbe comunicato l’esito dello stato patrimoniale redatto dal curatore fallimentare. Ci corre l’obbligo ricordare che in sede di assemblea Soci tenuta nel mese di maggio 2011 i Sindaci hanno votato contro una proposta avanzata dal Comune di Mazara del Vallo di espletare un azione di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore Avv. Truglio, mentre l’illustre clinico Pompeo, lungimirante, si asteneva.

Ci auguriamo che il curatore fallimentare proponga azione di responsabilità verso gli amministratori che hanno depauperato ingenti somme di denaro pubblico e verso i Sindaci Soci che hanno omesso il controllo e la vigilanza sulla contabilità. In poche parole il danno alla Società poi fallita non si sarebbe prodotto se i Sindaci Soci avessero tenuto una condotta conforma ai loro doveri.

Centro Studi “La Voce”                                                                                                                      Il Presidente

geom. Girolamo Pipitone

 

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