Fallimento Belice Ambiente s.p.a.

Il 19 dicembre 2016 il Tribunale di Sciacca dichiara il fallimento della Belice Ambiente S.p.A. in liquidazione, la prima azienda della provincia di Trapani con 314 dipendenti ed oltre 25 milioni di fatturato, rinviando al 2 febbraio 2017 l’esame della stato passivo della Società stessa.

Inquietante il silenzio dei politici e del sindaco Cristaldi. Nessun commento, nessuna presa di posizione, nessuna spiegazione di ciò che avverrà dei crediti che la società vanta nei riguardi del nostro comune.

Che la Belice Ambiente, Società interamente partecipata dai Comuni del sud della Provincia di Trapani, avviata  nel 2005, dovesse finire la storia breve ma travagliatissima con una dichiarazione di fallimento, era nell’aria fin dal 5 novembre 2008, data del Consiglio Provinciale straordinario ed aperto di Trapani, presenti tutti i Sindaci Soci, l’Amministratore Avv. Truglio, tutti i sindacati più rappresentativi.

In quella seduta con una lunga e dettagliata relazione, trasmessa dal Presidente del Consiglio alla Procura di Marsala, il sottoscritto, nella qualità di assessore Provinciale all’Ambiente, per la prima volta elencava pubblicamente debiti da capogiro dovuti a sprechi e illegittimità, appalti poco chiari, quali quello relativo alla riscossione tributi, l’appalto senza gara per somministrazione lavoro e, infine, l’appalto del polo tecnologico di Castelvetrano, rimasto una incompiuta, vera e propria  cattedrale nel deserto, il cui importo venne frazionato per eludere la legge.  In quella occasione i ribassi (udite, udite) furono dello zero per cento.

Un capitolo a parte merita l’allegra gestione del personale, talora riconducibile genealogicamente a Sindaci, Assessori, Consiglieri comunali e Dirigenti del Partito Democratico e del sindacato UIL (quale parte funzionale al sistema): assunzioni con il greve sapore del favoritismo,  sprechi per avanzamento di carriera di dipendenti le cui competenze sono tutte da verificare (sarà un capitolo che apriremo quando si vedrà la consistenza di quelli distaccati al comune di Mazara), consulenze esterne la cui necessita’ era ed  e’ opinabile, rimborsi spese consistenti per ristorazione e alberghi e infine, vera ciliegina sulla torta indigesta del più becero clientelismo e della più invereconda macchina mangiasoldi (i nostri), il pagamento all’iscrizione alla Cassa Forense dell’Avv. Truglio. Ma la colpa di questo scempio della dignità e della gestione d’impresa non possiamo soltanto ascriverli a quella disinvolta accozzaglia di amministratori e sedicenti manager: le responsabilità sono anche dei cittadini che non hanno reagito a questo maramaldesco modo di intendere le aziende pubbliche. Quasi sicuramente lo stesso scenario si presenterà quando faremo i conti della raccolta rifiuti del 2016, che stimiamo pari al 150% del costo 2015. Ben poca cosa rispetto al conto che  ci sarà presentato per il 2017 in cui, se non sapranno trovare soluzione adeguata, ci troveremo i costi aggiuntivi della raccolta differenziata assegnata senza gara e senza imporre l’assorbimento previsto dalla legge del personale  di Belice Ambiente. Poi dovremo pur pagare  il personale amministrativo distaccato da Belice Ambiente secondo quanto hanno deciso di fare  il fantasioso Cristaldi e la giunta tutta, giunta funzionale al suo modo disinvolto e immaginifico di trattare argomenti economico-finanziari quasi fossero esperti di lungo corso e non sprovveduti e mediocri (tecnicamente) amministratori. Cosa aspetta la cittadinanza a far sentire forte e imperiosa la sua indignazione? Ci rendiamo conto che questi ineffabili  amministratori stanno facendo già le grandi manovre per le elezioni prossime venture (regionali, nazionali e locali)? Purtroppo abbiamo selezionato una classe dirigente incolta e di una mediocrità disarmante. Ce ne possiamo disfare alle prossime tornate elettorali, avendo il coraggio di far sentire la nostra indignazione.

Ricordiamo, riprendendo l’illuminante percorso della Belice Ambiente, che sebbene fosse già in uno stato fallimentare, gli artefici dello sfascio: Avv. Truglio, Amministratore, Giorgio Macaddino ex Sindaco di Mazara e Dr. Gianni Pompeo ex Sindaco di Castelvetrano, in quella seduta di consiglio provinciale aperto che abbiamo richiamato, hanno avuto la faccia tosta di sostenere con veemenza  lo stato virtuoso della società e la piena legittimità della gestione: fortunatamente ormai è dimostrato che amministravano allegramente e indisturbati con la compiacenza(sic) degli ignari Sindaci Soci.

Esilarante, se non fosse tragicamente vero, il modo con cui ha tentato di far quadrare i bilanci l’Avv. Truglio, improvvisato manager di una azienda particolarmente complessa, quell’Avvocato  meglio conosciuto dai dipendenti come “lu professuri di la munnizza”, nonché longa manus dell’ex Sindaco di Mazara rag. Giorgio Macaddino:  ha emesso false cartelle di pagamento per un importo di 13 milioni di Euro. E’ vero che poi è stato condannato con patteggiamento assieme al suo fido socio in affari Nicosia già dipendente della Belice Ambiente, a 1 anno e sei mesi; ben poca cosa, sembrerebbe a noi profani, rispetto alla dimensione della truffa escogitata.

E i poveretti Sindaci Soci non sapevano niente? Possibile! Sempre all’oscuro, sempre vittime del destino cinico e baro.

A distanza di otto anni da quel Consiglio provinciale ripreso da più emittenti televisive, da più quotidiani, dopo indagini rigorose dei Carabinieri  e le verifiche di  qualificati magistrati nulla è successo.

Ci chiediamo come Istituzioni di antica tradizione e Servitori dello Stato prestigiosi non siano ancora riusciti a chiudere attorno al  malaffare in Belice Ambiente il cerchio delle responsabilità, anche se sappiamo che il loro compito e’ particolarmente arduo. Ma i cittadini, e noi fra essi, non possono accettare  che nessuno paghi per il danno che quella masnada di avventurieri  ha fatto, anche perché  ora armi e bagagli la Belice Ambiente cambia nome e si chiama SRR “Trapani Provincia Sud” e non vorremmo che lo spettacolo inverecondo qualcuno la riproducesse, magari con la protervia di chi è convinto che “si può fare, tanto non succede nulla”.

SRR nasce con la stessa missione  di allora: gestione dei rifiuti secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità nonché, in particolare,  nel rispetto delle norme di accesso alle informazioni, arma potente per controllare gli amministratori.

Non vogliamo fare la “CASSANDRA” ma,  visti gli atti della SRR che sembrano artatamente predisposti perché tutto resti come prima, peraltro con l’avallo di Sindaci che speriamo siano disattenti e non siano invece senza scrupoli come taluni loro epigoni del passato,  vista la strategia di Crocetta Presidente della Regione che gestisce l’affare rifiuti attraverso continui rinvii  per non decidere, sembra quasi impossibile che la SRR non si trasformi in  un ennesimo carrozzone che continuerà ad accumulare debiti e che i cittadini saranno costretti a pagare mediante le bollette TARI.

Inquietante il silenzio di tutti i consiglieri comunali, certamente affaccendati in inutili ma remunerative commissioni consiliari. Sveglia signori e , se ci siete, fateci sentire la vostra voce forte e chiara. Le elezioni si avvicinano e ci ricorderemo del lavoro che avrete fatto da consiglieri.

 

                                                                                                             Centro Studi “La Voce”

                                                                                                                      Il Presidente

                                                                                                                Girolamo Pipitone

 

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Un pensiero riguardo “Fallimento Belice Ambiente s.p.a.

  • 25 gennaio 2017 in 11:43
    Permalink

    E “cappiddazzu paga”. Se pagassero i responsabili, forse lo sfascio sarebbe meno pesante. La Belice ambiente, come tanti Comuni mandano bollette, ici, multe varie, anche due, tre volte, anche dopo cinque anni, senza verificare se il pagamento è stato fatto. Non si spiega l’andazzo di richiedere il pagamento di una multa per divieto di sosta pagata subito alle poste e consegnata la ricevuta ai vigili. Da curnutiarli tutti o meglio metterli in galera per appropriazione indebita.

    Risposta

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